Affittare casa nel 2026: cosa dicono i dati sul mercato italiano

Affittare casa nel 2026: cosa dicono i dati sul mercato italiano

I dati CRIF/Nomisma 2026 rivelano un mercato bloccato dalla paura: 31% dei proprietari ha smesso di affittare, 25.000 immobili vuoti solo a Milano. Cosa chiedono i proprietari e come sbloccare il mercato.

Affitti in Italia nel 2026: domanda in crescita, offerta ancora in ritardo

L'Osservatorio Affitti 2026 di CRIF e Nomisma fotografa un mercato in tensione: la domanda di affitto cresce, ma l'offerta si restringe. Il risultato è un aumento dei canoni del 3,5% nell'ultimo anno.

Il paradosso è evidente: a Milano ci sono circa 25.000 abitazioni inutilizzate che potrebbero essere affittate. Non mancano le case  manca la fiducia dei proprietari.

Perché i proprietari non affittano

I dati parlano chiaro. Le principali preoccupazioni dei proprietari sono trovare inquilini affidabili (48%), il rischio danni all'immobile (47%) e i costi di gestione (43%). Il risultato: il 31% ha scelto di non affittare affatto.

È una scelta comprensibile, ma spesso basata su una percezione del rischio più alta di quella reale.

La realtà sugli inquilini

Solo il 3% degli affittuari risulta attualmente in morosità in calo rispetto al 7% dell'anno precedente. Il 90% degli inquilini prevede di riuscire a pagare regolarmente il canone nel 2026.

Il rischio esiste, ma è contenuto. E quasi la metà dei proprietari ha già individuato la soluzione: un servizio di verifica e selezione dell'inquilino, con gestione dei pagamenti inclusa.

Affittare bene si può

Chi affitta con le giuste garanzie trova oggi un mercato favorevole: domanda alta, offerta scarsa, canoni stabili. Rentha seleziona gli inquilini, gestisce la documentazione e ti affianca in ogni fase  così puoi affittare con più serenità e meno rischi.