Affitti Milano 2026: i canoni aumentano ancora, +29 euro al mese per i milanesi

Affitti Milano 2026: i canoni aumentano ancora, +29 euro al mese per i milanesi

L'indice ISTAT di marzo spinge i canoni di locazione verso l'alto a Milano. I trilocali costano in media 1.905 euro al mese. Ecco cosa sta succedendo e cosa aspettarsi.

Il mercato degli affitti a Milano nel 2026 non dà tregua agli inquilini. Secondo i dati più recenti, i canoni nel capoluogo lombardo stanno aumentando a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale, trainati dall'aggiornamento dell'indice ISTAT di marzo. L'aumento stimato è di circa 29 euro al mese rispetto all'anno scorso  un incremento che, sommato agli anni precedenti, pesa sempre di più sui bilanci familiari.

I numeri: trilocale a Milano costa 1.905 euro al mese

La media di un trilocale in affitto a Milano ha toccato quota 1.905 euro mensili a marzo 2025, con una traiettoria che nel 2026 continua a salire. Il dato non riguarda solo il centro  anche le zone semicentrali e i comuni della prima cintura metropolitana registrano aumenti significativi, spingendo molti inquilini a cercare soluzioni sempre più lontane dal posto di lavoro.

Il quadro nazionale, confermato dal primo Osservatorio Nomisma 2026, mostra canoni in crescita su tutto il territorio con circa 1,33 milioni di nuovi contratti di locazione stipulati nel 2025, un aumento del 4,4% rispetto all'anno precedente. Il valore complessivo del mercato degli affitti in Italia ha raggiunto i 50 miliardi di euro annui  un settore enorme, che però resta ancora poco strutturato e trasparente per chi cerca casa.

Perché i canoni continuano a salire

Le cause sono strutturali e si ripetono da anni. L'offerta di immobili in locazione tradizionale resta insufficiente rispetto alla domanda, compressa tra il peso degli affitti brevi  che sottraggono appartamenti al mercato residenziale  e la scarsa propensione dei proprietari privati a mettere casa in affitto per timore di morosità o burocrazia eccessiva.

A questo si aggiunge la pressione demografica nelle grandi città: Milano continua ad attrarre lavoratori, studenti e famiglie che si trasferiscono, alimentando una domanda che l'offerta non riesce a soddisfare. Secondo le stime, i canoni cresceranno di un ulteriore 2,8% entro la fine del 2026.

Chi soffre di più

I più colpiti sono i single e le famiglie monoreddito. Oggi queste categorie possono permettersi solo il 2,3% degli immobili in affitto sul mercato un dato che fotografa con brutale chiarezza quanto il mercato locativo milanese sia diventato inaccessibile per una parte crescente della popolazione.

Anche le famiglie con due redditi non se la passano bene: possono accedere a circa il 40% delle abitazioni in affitto, contro il 70% del 2021. In quattro anni, la capacità di accesso al mercato si è quasi dimezzata.

Le zone dove si risparmia ancora

Non tutto il territorio milanese è uguale. Le zone più care restano Brera, Porta Venezia, Navigli e il centro storico, dove un bilocale può superare 1.500 euro al mese. Chi cerca di contenere la spesa si orienta verso quartieri come Lambrate, Bovisa, Quarto Oggiaro o i comuni limitrofi come Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Rho, dove i canoni sono ancora più accessibili e i collegamenti con il centro sono discreti grazie alla metropolitana.

Cosa può fare un inquilino

In un mercato così competitivo, presentarsi bene fa la differenza. Avere i documenti in ordine, un profilo affidabile e muoversi velocemente sono i fattori che decidono chi ottiene l'appartamento. Piattaforme come Rentha permettono agli inquilini di costruire un profilo verificato e candidarsi agli annunci in modo trasparente, aumentando le possibilità di essere scelti anche in mercati difficili come quello milanese.